Cubetti

   

Definiti anche “Bolognini” o “Sanpietrini”, con la loro adattabilità, forniscono la risposta ideale per ogni tipo di superficie.
La forma, ottenuta per spaccatura meccanica, e la grande varietà di colori, permettono ai posatori molteplici soluzioni estetiche, che spaziano dalla classica posa ad arco contrastante, alle più ricercate pose a coda di pavone o a disegni geometrici.
Sono classificati in pezzature diverse determinate innanzitutto dallo spessore della lastra da cui si ricava il cubetto.
La superficie superiore (e quasi sempre quella inferiore) del cubetto è a piano naturale di cava, senza eccessiva ruvidità, in modo da permettere un comodo calpestio, mentre le quattro facce laterali si presentano spaccate, quindi molto più ruvide, ma tali da non compromettere la possibilità di ottenere delle fughe non superiori ad 1 cm (almeno nei tipi 4/6 e 6/8).
I vari spigoli del cubetto non devono essere necessariamente uguali e le varie facce spaccate possono non essere ortogonali tra loro.
POSA IN OPERA.
Esistono numerose modalità di posa in opera dei cubetti; le seguenti sono le più diffuse e collaudate.

1. Ad archi contrastanti.
Si tratta del sistema più utilizzato e che più si adatta a qualsiasi tipo di superficie e pezzatura: per questo viene anche chiamata “normale”.
Il posatore procede ad una divisione della superficie da pavimentare in fasce (dette “rande”) della larghezza variabile, in funzione della pezzatura dei cubetti e delle dimensioni della superficie stessa. Le rande sono delimitate da corde, che determinano il profilo, l’andamento delle pendenze e delle quote della pavimentazione finita.
Lungo la corda di perimetro il posatore colloca una fila diritta di cubetti, i più omogenei possibili come dimensioni, detta “guida”.
In una superficie regolare, come una strada, a larghezza costante, ai lati troveremo la fila di guida, due mezzi archi e quindi gli archi interi possibilmente in numero pari -in tal modo al centro della strada si avrà un arco intero.
Il posatore inizia quindi utilizzando nella fase di apertura (così come in quella di chiusura) qualche elemento avente la superficie di forma triangolare o trapezoidale (“cunei”).
Una volta impostato l’andamento curvilineo dell’arco, il posatore colloca i cubetti più piccoli all’imposta degli archi (al centro della randa) e quelli più grandi nelle posizioni di chiave dell’arco (ai lati della randa). La posa dovrà evitare fughe troppo larghe o irregolari perché possono compromettere l’estetica e la resistenza meccanica nel tempo di una pavimentazione, oltre a causare danni alle calzature con tacco ed un calpestio insicuro. I cubetti devono inoltre essere posati sfalsati rispetto a quelli della randa precedente, in modo da assicurare la maggior resistenza alle spinte ed ai tentativi di scalzamento.
Nelle superfici in pendenza l’arco presenterà la sua parte convessa rivolta verso l’alto -per motivi di resistenza meccanica- e le operazioni di posa inizieranno nel punto alla quota più bassa.

2. A file parallele.
Questo tipo di posa, molto diffusa in passato, sta avendo negli ultimi anni un uso sempre più elevato.
Per ottenere un ottimo risultato è bene, in fase di progettazione, non prevedere allineamenti eccessivamente lunghi perché la pezzatura non uniforme dei cubetti rende molto difficile al posatore il mantenere un perfetto allineamento, e ciò ricade sulla qualità estetica dell’opera. Pertanto è consigliabile limitare un allineamento ad un massimo di 10 metri; per le stesse ragioni sarà bene evitare allineamenti a file ortogonali.
Per questo tipo di posa, soprattutto nei casi in cui il livello di finitura debba essere elevato, sarà bene disporre cubetti prodotti appositamente, con delle tolleranze dimensionali minori.

3.A coda di pavone o a ventaglio.
Molto utilizzata come varietà di posa anche se, per la forte caratterizzazione del suo disegno, dev’essere usata in particolari contesti. Innanzitutto è consigliabile utilizzare cubetti di pezzatura piccola (4/6 o 6/8), che si adattano meglio alle figurazioni. La caratteristica forma a ventaglio si ottiene approntando una dima (sagoma) a forma di semicerchio di diametro appropriato in funzione della pezzatura dei cubetti e delle dimensioni dell’area da pavimentare.
Si inizia la posa partendo da una serie di semicerchi che si otterrà seguendo il filo esterno della sagoma con una fila di cubetti generalmente di marmo, ma anche di porfido di colore diverso, o lucido, o di granito. Tra un semicerchio e l’altro si lascia lo spazio per inserire uno o più cubetti, fatto che definisce nono poco la conformazione finale della posa. Una volta completato il contorno della figura si provvede a riempire e completare la figura in ogni sua parte. Si procede poi alle operazioni di battitura e sigillatura dei giunti, che dovranno essere particolarmente accurate per non alterare il disegno.

4. A cerchi concentrici.
Si tratta di un altro tipo di posatura molto usato, seppur oneroso per l’alto costo. Si ottiene mediante la posa di cubetti che seguono il filo di circonferenze addossate le une alle altre aventi lo stesso centro. Le dimensioni dei cerchi sarà bene non siano maggiori di 8 m di diametro: oltre questa misura infatti risulta difficoltoso controllare l’andamento regolare delle file dei cubetti formanti le circonferenze.
Di solito, onde rendere leggibile con evidenza il disegno, la fila più esterna dei cerchi viene realizzata in cubetti di altro materiale (marmo, granito, ecc.) oppure di porfido a superficie liscia. Si dovrà prestare particolare cura a che le file risultino regolari, fatto che può essere compromesso non solo in fase di posa, ma anche da una battitura infelice.

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