Piastrelle a Spacco in porfido e pietre naturali - Colombini Srl

   

Le piastrelle, cosiddette “a spacco”, sono caratterizzate dai lati tranciati a macchina a costa naturale. La lunghezza è preferibilmente a correre, ma a richiesta è possibile realizzarle anche su misura. Sono particolarmente indicate per restauri, per motivi architettonici, nella pavimentazione dei centri storici, zone pedonali, vialetti, portici e cortili.
POSA IN OPERA
La posa delle piastrelle, più semplice rispetto a quella dei cubetti, viene eseguita quasi esclusivamente su strato di allettamento costituito da malta cementizia. Non esiste alcuna differenza tra la posa di piastrelle con coste a spacco e coste segate in quanto entrambe possono presentare spessori variabili tra le due facce a piano naturale di cava. La differenza nella posa tra i due tipi di lastra è data invece dalla fuga (giunto) più o meno larga che si deve mantenere tra gli elementi. Il sottofondo di posa deve seguire il più possibile le pendenze finali della pavimentazione; la sua superficie dev’essere ripulita da polvere e da qualsiasi altra impurità che possa provocare una cattiva aderenza tra il sottofondo e la malta di allettamento.
Risulta opportuno bagnare bene la superficie del sottofondo (evitando però che si formi ristagno d’acqua) prima di stendere la malta di allettamento. La malta deve avere uno spessore minimo di 2 cm, massimo di 6 cm che, sommati allo spessore delle lastre che si intendono utilizzare, determinano la quota alla quale dev’essere sagomato la strato di sottofondo.
Attraverso apposite corde il posatore stabilisce le pendenze (mai inferiori all’1%) e gli allineamenti che sono ripetuti corso dopo corso e che devono essere rispettati fedelmente. Bisogna poi distribuire la malta a consistenza semi-secca in quantità sufficiente per posare un numero limitato di pezzi.
Si deve quindi inumidire con acqua pulita la parte di malta che verrà immediatamente dopo interessata alla posa senza causare ovviamente ristagni o gocciolii. Risulta opportuno poi spargere sulla malta immediatamente prima della posa un leggero strato di polvere di cemento, onde garantire un’adesione ottimale. Lo stesso risultato si ottiene anche cospargendo di cemento liquido la superficie inferiore delle lastre prima della posa. Sarebbe utile comunque, prima delle operazioni di posa, bagnare bene le lastre, con acqua tenuta sempre pulita, non solo per ripulire la lastra da polveri o impurità che impediscono una corretta adesione alla malta, ma anche per contenere l’assorbimento di liquidi dalla malta, che così potrebbe tendere a “sfarinare” ed a non fare una presa corretta. Inoltre la lavatura delle lastre diminuisce drasticamente l’assorbimento di eventuali sostanze macchianti contenute nella malta, riducendo la possibilità di effluorescenze antiestetiche.
Le piastrelle vengono poi sistemate sul letto di posa, togliendo od aggiungendo malta di allettamento tramite la cazzuola conformemente alla configurazione ed all’ingombro dei singoli pezzi.
Esse sono poi pressate con un martello di gomma, operando in maniera tale che tutta la superficie delle lastre appoggi sulla malta, senza che rimangano dei vuoti che pregiudicherebbero l’ancoraggio e la resistenza delle lastre.
Le fughe tra una piastrella e l’altra devono essere di almeno 1 cm per le lastre con coste a spacco (di 3 mm per le lastre segate) per consentire alla sigillatura di svolgere la sua funzione di saldatura degli elementi.
La sigillatura viene effettuata colmando gli interstizi tra una lastra e l’altra con boiacca cementizia, ottenuta miscelando in parti uguali sabbia fine, cemento e acqua.

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